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LIBRI CONSIGLIATI

     
   

 

 

 

Stress e Vita. La scienza dello stress e la scienza della salute alla luce della Psiconeuroendocrinoimmunologia

 

In libreria il libro scritto dai relatori al Congresso Internazionale di Orvieto.

 

Leggi la presentazione

 

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Dizionario Medico Treccani, vol. 1 e 2. Contiene voci scritte da Francesco Bottaccioli su:

 

Psiconeuroendocrinoimmunologia, Stress, Yoga, Agopuntura, Omeopatia.

 

Scarica la presentazione del co-direttore dell'Opera Claudio Cartoni 

 

 

 

Morire vivi

il libro postumo di Gianni Grassi, paziente esigente.

Il libro verrà presentato a Roma Sabato 6 febbraio 2010 alle 10.30 nella Sala degli Affreschi del Cesv
Via dei Mille, 6 - Roma, nel terzo anniversario della scomparsa di Gianni.

 

Vedi uno stralcio della Prefazione

       di Ignazio Marino

 

 

 

 

 

 

 

Novità. Genere e stress lavorativo

a cura di Paola Conti, Genere e stress lavoro-correlato: due opportunità per il “Testo Unico” Verso l’elaborazione di linee guida, 2009

 

La recensione di Francesco Bottaccioli

scarica la presentazione

 

 

 

 

 

 

 

La «Bilancia dello Stress»

 D. Lazzari, La bilancia dello stress, Liguori, Napoli 2009

 

 

 

 

Modelli Psicosomatici

 L. Turinese, Modelli psicosomatici, Elsevier, Milano 2009

 

 

 

 

I Neuroni Specchio

 di  Marco Iacoboni

 

 

 

 

La medicina mente-corpo, tra new age e scienza avanzata

 Anne Harrington

 

 

 

Non esageriamo con gli specchi

È un libro piacevole, ben scritto e molto leggibile. È anche pieno di presupposti e conclusioni condivisibili, come la proposizione dell’olismo nella ricerca in neuroscienze, l’affermazione che l’empatia e la socialità sono iscritte nel cervello umano, la necessità che la razionalità guidi le scelte politiche.

Ha il limite, a mio avviso, di guardare il cervello dal buco della serratura dei neuroni specchio e, come in un gioco di bambole russe, dallo stesso buco vedere la filosofia, la società, la politica e il destino dell’umanità.

Ma forse questo limite non è di Iacoboni bensì della stessa ricerca sui neuroni specchio che, contrariamente alle conclusioni olistiche cui sono approdati Rizzolatti, Gallese e lo stesso Iacoboni, risente, a mio avviso, di una ambiguità di fondo che è emblematizzata dalla stessa definizione di “neuroni specchio”, che allude a neuroni dotati di proprietà speciali e uniche e non di circuiti che, assieme ad altri, realizzano le funzioni di comprensione sintetica delle azioni e delle intenzioni dell’altro. Una definizione paradossalmente riduzionista, che rende ambigua la ricerca e la schiaccia sulla convinzione, inconfessata ma costantemente riaffiorante anche nelle pagine di Iacoboni, di

aver trovato la chiave di volta del cervello, il dispositivo che finalmente ci fa capire come esso funziona.

In realtà, i circuiti specchio scoperti dai neurofisiologi di Parma svolgono un ruolo fondamentale ma in stretta connessione e integrazione con numerosi altri circuiti, legati alla memoria, al linguaggio e ai circuiti frontali esecutivi. Non sembrano cellule speciali, né morfologicamente né biochimicamente. (f.b.)

 

Marco Iacoboni

I neuroni specchio.

Come capiamo ciò che fanno gli altri

Bollati Boringhieri, Torino 2008

pp. 260, € 20

 

 

 

La medicina mente-corpo, tra new age e scienza avanzata

Segnalo questo ultimo interessantissimo lavoro di Anne Harrington, professore e direttore del Dipartimento di Storia della Scienza della Harvard University.

The cure within (La cura dentro), come recita il sottotitolo, è una Storia della medicina mente-corpo che va dall’ipnotismo di Mesmer fino alla Psiconeuroendocrinoimmunologia e alla meditazione buddista.

Molto interessanti le pagine sulla psicosomatica, ma forse la parte più intrigante è quella che ricostruisce l’emergere del “Potere del pensiero positivo”. Pochi sanno infatti che con questo titolo The Power of Positive Thinking apparve nel 1952 un best seller scritto dal reverendo Norman Vincent Peale (1898-1993), pastore metodista di New York. L’approccio di Peale era molto semplice. Col pensiero positivo, scriveva e raccontava nelle sue conversazioni radiofoniche che ha tenuto ininterrottamente per 54 anni, è possibile risolvere tutto: dai problemi di salute fino a quelli lavorativi e coniugali. “La tecnica - scrive Peale- è pensare che il pensiero positivo sta lavorando per te e che adesso forze risolutive saranno messe in movimento”.

Ecco, qui troviamo due punti che, sia pur trasfigurati, sono ancor oggi i capisaldi dell’approccio spiritualista new age: l’idea che la mente può tutto e l’idea che questo potere le derivi dall’esterno o, meglio, dalla capacità di evocare dentro di sé una forza trascendente. (f.b.)

 

Anne Harrington

The cure within. A history of mind-body medicine

Norton, New York 2008

pp. 337, $ 25,95

 

 

 

Filosofia e medicina

Nel panorama editoriale italiano non mancano testi di Filosofia della medicina, anche voluminosi. Mancava però fino ad ora un lavoro che, in un numero ragionevole di pagine e con un argomentare serrato anche se di agevole lettura, definisse il campo e presentasse linee interpretative e di ricerca.
Il saggio di Massimiliano Biscuso, docente di Filosofia della medicina alla Facoltà di Filosofia della Sapienza, ha questi pregi: chiarezza espositiva, capacità di presentare riflessioni epistemologiche fondandole su una solida base storica e di esame dei testi, sguardo sgombro da pregiudizi sia in campo filosofico che in campo medico.

Massimiliano Biscuso

Filosofia e Medicina. Una comune regione
Mimesis, Milano 2009 pp. 195, euro 17

 

 

 

La gestione dello stress da lavoro

Allo stress da lavoro abbiamo dedicato larga parte dello scorso numero, con un apprezzato contributo di Daniela Lucini, medico internista e psicoterapeuta del Centro di Terapia Neurovegetativa della Facoltà di Medicina di Milano, che ha appena pubblicato un interessante libro divulgativo sull’argomento.
Il volume prende spunto da una storia, dal lavoro di consulenza che Lucini ha fatto presso una grande azienda impegnata a ridurre il personale, un fenomeno purtroppo frequente di questi tempi. Tramite il racconto delle storie di Lorenzo, Chiara, Gigliola, Maurizio e altri “impiegati modello” alla prese con il rischio di perdere il lavoro, Lucini ha modo di presentare il suo approccio alla gestione dello stress da lavoro.

Daniela Lucini

Super Stress Come superare la crisi senza che il tuo lavoro ti rovini la salute
Rizzoli, Milano 2009 pp. 255, euro 18

 

 

 

Per una nuova pediatria

Questo curato da Roberto Burgio, pediatra insigne, e Silvano Bertelloni, universitario pisano, è un libro singolare.
Non è un trattato di pediatria né una monografia scientifica anche se si rivolge agli specialisti della materia. Non è un classico testo sociologico sull’infanzia anche se auspica che venga letto da sociologi ed educatori. È un testo che, riconoscendo la centralità dell’ambiente sociale sullo sviluppo psicofisico del bambino e l’inadeguatezza di un approccio medico tradizionale (vaccini e farmaci), fa una ricognizione a 360 gradi dei problemi sul tappeto e quindi spazia dalla programmazione pre e peri-natale fino al ruolo della televisione nello sviluppo del cervello. L’obiettivo finale è, esplicitato dai curatori: c’è bisogno di nuovi pediatri globalmente preparati. Una lettura ricca di dati di grande interesse per i pediatri, ma anche per tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo degli esseri umani (F.B.)

Roberto Burgio, Silvano Bertelloni

Una pediatria per la società che cambia
Tecniche Nuove, Milano 2008 pp.394 euro 39,90

 

 

 

 Filosofia, scienza e felicità

L’ultimo libro di Carlo Cellucci (professore ordinario di Logica presso l’Università La Sapienza di Roma) avanza la convinzione, sorretta da prove e ragionamenti, che anche dopo l’affermarsi storico del paradigma scientifico moderno e la conseguente messa in questione del modo tradizionale di intendere la filosofia e il suo ruolo rispetto alle scienze, il sapere filosofico mantiene una propria pertinenza ai fini della conoscenza. Questa tesi generale implica una ridefinizione non solo del paradigma filosofico di riferimento, ma anche del concetto di conoscenza cui esso è riferito e, prima ancora, della nozione stessa di uomo in quanto agente della conoscenza: in effetti, ciò che Cellucci propone in questo libro è proprio l’abbandono dei tradizionali paradigmi filosofico, epistemologico e antropologico, in funzione di una loro ridefinizione globale che proietti una nuova immagine dell’uomo e della conoscenza.

Sul piano filosofico, Cellucci afferma la necessità ricollocare la filosofia in continuità con le scienze e con le metodiche da queste adottate. Sul piano epistemologico, egli rifiuta la concezione della conoscenza come “credenza vera giustificata”, in favore di una sua definizione come processo di soluzione di problemi vitali. Sul piano antropologico, infine, Cellucci supera la concezione dell’uomo propria del dualismo tradizionale a partire da Cartesio, riaffermando l’insepa-rabilità di mente e corpo.

L’adesione alla prospettiva scientifica da parte di Cellucci si fonda sulla convinzione che è in questo mondo che l’uomo aspira ad essere felice e impiega il suo pensiero (in primo luogo filosofico) nella ricerca delle condizioni concrete di tale felicità.

 

Carlo Cellucci,

Perché ancora la filosofia,

Laterza, Bari, 2008

pp. 520, € 28.

 

 

 

 Il futuro di Darwin

Nel secondo centenario della nascita di Darwin si sprecano libri, articoli e convegni. L’interpretazione dominante è quella che presenta il grande scienziato autodidatta inglese come un antesignano della linea biologista e riduzionista che ha dominato il Novecento.

Questo libro, scritto a più mani, presenta invece un altro Darwin e, soprattutto, prospetta un altro sviluppo dell’evolu-zionismo che metta al centro la complessità dentro cui si realizzano ereditarietà ed evoluzione. In particolare il saggio di apertura di Eva Jablonka, riprendendo precedenti analisi del suo libro L’evoluzione a quattro dimensioni, Utet 2007, mostra come siano “cinque le madri che contribuiscono all’eredità e all’evoluzione”. Innanzitutto ovviamente quella che Jablonka definisce la “fornitrice del DNA”, la scrittura fondamentale presente nella sequenza delle basi, ma accanto ad essa c’è la “sovrascrittura” rappresentata dall’epige-netica e cioè dai segnali presenti sulla cromatina che regolano l’espressione egenica e che recenti ricerche dicono possono essere ereditati (epigenoma ereditario). Le altre due “madri” lo sono in senso stretto: l’organismo femminile, che porta in grembo un altro organismo in formazione, fornisce segnali fondamentali per lo sviluppo, sia nella fase uterina sia in quella post-natale. Il comportamento materno nelle prime fasi della vita, infatti, segna profondamente l’asse dello stress del neonato e i circuiti cerebrali collegati. Infine, l’ultima “madre” è quella rappresentata dalla società umana, l’universo simbolico entro cui ogni vita si svolge.

Questo approccio cambia radicalmente il paradigma di riferimento, come viene mostrato in modo ampio e articolato nel saggio di Marcello Buiatti, che, proseguendo al linea di ricerca presentata nel libro Il benevolo disordine della vita, Utet 2004, documenta come sia possibile oggi risolvere le antinomie della biologia del Novecento, criticando e andando oltre la “Sintesi moderna” degli anni ’40.

 

Il futuro di Darwin. L’individuo

Contributi di Marcello Buiatti, Barbara Continenza, Elena Gagliasso, Eva Jablonka

A cura di Lorenzo Calabi

UTET, Torino 2008

pp. 131, € 14

 

 

 

 Il cervello visto dagli occhi

Prosegue, con la pubblicazione del libro di Semir Zeki sul cervello e la visione, una collana davvero intelligente e preziosa. In 70-80 pagine, l’editore Di Renzo, fa il punto su argomenti di grande attualità scientifica e culturale facendo parlare i protagonisti. Il metodo viene chiarito nella quarta di copertina di ogni volume della collana “Dialoghi”: “I libri di questa collana sono il risultato di approfondite discussioni con l’autore che, stimolato dalle nostre domande, sviluppa chiaramente la materia oggetto della sua ricerca”.

Nel settore scienza sono stati ospitati grandi scienziati come Cavalli Sforza, Ilya Prigogine, Giorgio Parisi, Margherita Hack, Irenäus Eibl-Eibesfeldt.

Semir Zeki, neurobiologo inglese di fama internazionale, è certamente uno dei massimi studiosi dei meccanismi cerebrali della visione. Nel volumetto ripercorre la sua ricerca che, obbligatoriamente, dalla visione passa al cervello nella sua interezza fino ad affrontare le basi nervose della coscienza o delle diverse forma di coscienza come lui le definisce. Un viaggio nel cervello partendo dagli occhi, che mostra quante difficoltà vanno ancora risolte per comprendere quel fatto così semplice che è la visione di una rosa gialla in maggio.

 

Semir Zeki

Con gli occhi del cervello

Di Renzo Editore, Roma 2008

pp. 77, € 12

 

 

 

 Tutte le piante medicinali

Segnalo un volume di Tecniche Nuove che contiene mille schede di piante officinali con belle immagini a colori . In una pagina trovate la foto della pianta, il nome volgare e latino, i sinonimi, le sostanze contenute, le attività terapeutiche raggruppate per organi, la forma di somministrazione, la posologia, nonché le fonti bibliografiche. Uno strumento di studio e di lavoro molto utile.

 

Ceoloni M, Bocchietto E, Todeschi S

Il grande atlante delle piante medicinali

Tecniche Nuove, Milano 2006,

pp. 1032, € 99

 

 

 

 L'Evoluzione in quattro dimensioni

 

È arrivata, grazie alla UTET, la traduzione italiana di un libro molto importante, pubblicato da MIT Press nel 2005, che dimostra la maturità di una svolta radicale nel modello teorico di riferimento della biologia. Eva Jablonka e Marion J. Lamb, biologhe di formazione che hanno dedicato la loro carriera scientifica alla biologia teorica e alla filosofia della biologia, dimostrano in modo convincente che è assolutamente sbagliato concepire l’evoluzione umana in termini di mutazioni genetiche casuali. L’evoluzione umana è il frutto della combinazione di quattro dimensioni.

 

Quella genetica, quella epigenetica, quella comportamentale e quella culturale. Tra ognuna di queste dimensioni c’è interazione. Di grande interesse la parte sull’epigenetica che viene ripercorsa dagli studi pionieristici di Conrad Waddington fino alle ricerche più recenti. Il bersaglio polemico esplicito del libro è la sintesi neodarwiniana degli anni ’40 e la sua principale estensione in campo genetico: “il dogma centrale”, enunciato da Francis Crick alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, che ha fondato la visione riduzionista e “genecentrica” (Dawkins) che ha dominato l’ultimo mezzo secolo. Molto interessante la Prefazione di Marcello Buiatti, genetista teoretico, che, sempre per UTET, ha pubblicato Il benevolo disordine della vita, un libro da leggere assieme a questo. (f.b.)
 

Eva Jablonka, Marion J. Lamb,

L’evoluzione in quattro dimensioni.

Variazione genetica, epigenetica, comportamentale e simbolica nella storia della vita, UTET, Torino 2007, € 23
 

  

   

 L’ emergenza della vita: dalla chimica alla

 biologia

 

C’è sempre un numero infinito di modi di porsi davanti ad un libro, di leggerlo, di interpretarlo.
Il modo proposto in questo contesto ha lo scopo di condividere e stimolare: condividere gli aspetti che sono emersi e hanno risuonato in me interagendo con il testo; stimolare curiosità e interesse, desiderio di leggerlo.
The emergence of life. From chemical origins to synthetic biology del biologo Pier Luigi Luisi
si sviluppa tra due asserzioni che costituiscono nello stesso tempo la base di partenza, il motivo della ricerca e la sua chiave interpretativa.


Un percorso tra due asserzioni

La prima asserzione porta la firma di Friedrich Rolle, filosofo e biologo tedesco che, nel 1863, così commenta l’ipotesi che la vita abbia avuto origine dalla materia inanimata:
“Questa ipotesi si basa su motivazioni di carattere universale che sono così impellenti da non dubitare che prima o poi sarà possibile dimostrarla chiaramente e ampiamente in maniera scientifica, o addirittura riprodurre sperimentalmente il processo.”
La seconda porta la firma dello stesso Pier Luigi Luisi che, a proposito della ipotesi menzionata, alla fine del suo articolato e profondo percorso che presenta “lo stato dell’arte”, scrive:
“ Comunque, l’ipotesi fondamentale, cioè che la vita cellulare abbia origine dalla materia inanimata, non è stata ancora dimostrata: deve quindi essere ancora considerata come una ipotesi di lavoro.”
Il percorso tra le due asserzioni è lineare nella sua architettura, ricco e complesso nei contenuti.


I contenuti, immersi in un contesto rigorosamente scientifico, oltre che filosofico e umanistico, attingono al concetto di vita e a quello di emergence, cioè comparsa, nascita della vita stessa; attingono inoltre alla visione deterministica e a quella probabilistica che sono proprie della fisica classica e della fisica quantistica rispettivamente. L’autore dimostra come, senza una dose di imprevedibilità che è propria della fisica quantistica, non sia possibile spiegare i passaggi dalla semplicità iniziale di atomi e molecole alla estrema complessità finale di una cellula vivente.
L’architettura si snoda attraverso un percorso che tocca i processi chimici prebiotici (…From chemical origin…) e i processi di selezione alla base della transizione alla vita, la costruzione di sequenze macromolecolari complesse, i concetti di auto-organizzazione, auto-replicazione, auto-riproduzione, auto-creatività cellulare. A questo percorso sono dedicati i primi otto capitoli del libro; gli ultimi tre invece (…..to synthetic biology) affrontano l’aspetto più propriamente tecnico-ingegneristico dell’argomento, focalizzandosi sulle possibili modalità di sintesi dell’ “architettura” di una cellula tramite i “mattoni” chimici e fisici indispensabili a questo scopo.


Aspetti biologici, filosofici ed etici

Una differenza fondamentale tra questo libro e i numerosissimi altri dedicati allo stesso argomento risiede negli obbiettivi che si propone, e di fatto realizza, l’autore: ricostruire un ponte tra grande pubblico e scienza formando giovani scienziati capaci di considerare anche gli aspetti filosofici, etici e umanistici (psiche, consapevolezza..) della vita; realizzare un testo dedicato agli studenti, un testo rigoroso, completo, esauriente e, nello stesso tempo, scorrevole, chiaro e avvincente; dare enfasi appropriata alla visione autopoietica della vita anche nelle sue manifestazioni più elementari (minimal cell) mettendo in evidenza come la biologia dei sistemi permetta oggi di valutare l’importanza, a proposito dell’origine della vita, sia di un sistema biologico preso nella sua interezza che dei singoli eventi molecolari. Dietro a questa visione c’è quello che l’autore chiama un nuovo Zeitgeist (spirito del tempo), che può giocare un ruolo importante nella ricerca di una risposta alla domanda: cos’è la vita?
Il lettore troverà, alla fine di ogni capitolo, un questionario posto dall’autore allo scopo di stimolare considerazioni, ragionamenti e approfondimenti, spirito critico; potrà attingere inoltre alla ricchissima e completa bibliografia che cita tutti gli articoli scientifici e i libri scritti sull’origine della vita.



 Dentro l’origine: autoreplicazione e  

 compartimenti


Nell’esaminare i principali approcci alla definizione di vita, l’autore confronta l’approccio del mondo prebiotico dell’RNA, che si basa sul concetto di auto-replicazione, con quello che lui stesso chiama, coniando un nuovo termine, “compartimentalistico”, mostrando alcuni argomenti in favore di quest’ultimo. Tutta la vita sulla terra si basa sulla cellula che è costituita da compartimenti chiusi mutuamente interagenti tra loro e interagenti a loro volta con il mondo esterno: se noi riuscissimo a spremere il contenuto di tutte le cellule del mondo nell’oceano, avremmo tutto l’RNA e il DNA, ma non avremmo la vita. La visione compartimentalistica permette di considerare come la vita cellulare nasca quando sia definita l’organizzazione spazio-temporale dei componenti della singola cellula (DNA, proteine, zuccheri, vitamine, lipidi,... i vari organelli cellulari…) che sono di per sé strutture non viventi. Tra le prospettive future per una ricerca basata ancora sull’ipotesi che la vita cellulare abbia origine dalla materia inanimata, l’autore indica proprio la tendenza alla mutua e sinergica integrazione tra queste due visioni.


Pier Luigi Luisi usa un linguaggio rigoroso, creativo e fluido nello stesso tempo, con una tessitura varia e articolata, arricchita da figure appropriate e da citazioni testuali di altri studiosi. Riesce in questo modo a trasmettere al lettore il suo stesso interesse e amore per l’argomento. Si tratta di un lavoro paziente, affascinante e coinvolgente, che richiede sicuramente letture ripetute e meditate prima di scoprire tutti gli aspetti e le sfaccettature di un approccio a tutto tondo al tema della comparsa della vita sulla terra.

Silvia Gaudenzi,
Dipartimento di Fisica, Università La Sapienza, Roma
 

Pier Luigi Luisi
The emergence of life
From chemical origins to synthetic biology
Cambridge University Press 2006

 

 

 

     
   
 

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